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Evade dai domiciliari e passeggia in via del Lavoro: arrestato latitante, deve scontare 8 anni

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Evade dai domiciliari e passeggia in via del Lavoro: arrestato latitante, deve scontare 8 anni
Una volante della Polizia a Bologna

Il trentanovenne, riconosciuto dagli agenti del Commissariato Bolognina Pontevecchio per una vecchia truffa di biciclette, è stato trasferito al carcere della Dozza

Un controllo di routine nel quartiere San Donato si è concluso con la cattura di un latitante che deve scontare una lunga pena detentiva. A Bologna, in via del Lavoro, la Polizia di Stato ha rintracciato e arrestato un cittadino marocchino di 41 anni, classe 1984, sul quale pendeva un ordine di carcerazione definitivo.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto al regime degli arresti domiciliari, si trovava in strada in violazione delle restrizioni a suo carico.

Il riconoscimento in strada

A tradire il trentanovenne è stato il suo passato. Gli agenti del Commissariato Bolognina Pontevecchio lo hanno identificato immediatamente mentre transitava nella via: i poliziotti si sono ricordati di lui per un vecchio precedente, quando l’uomo era stato denunciato per un tentativo di truffa legato alla vendita di biciclette rubate.

Da quel momento la profonda conoscenza del territorio da parte degli operatori ha permesso di stringere le manette attorno ai polsi del ricercato, bloccando ogni tentativo di fuga.

Il profilo criminale e la condanna

Il quarantunenne è un pluripregiudicato con una lunga lista di reati alle spalle. Nel suo fascicolo giudiziario compaiono numerosi precedenti penali legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla resistenza a pubblico ufficiale e diversi reati contro il patrimonio.

I diversi filoni giudiziari che lo vedevano imputato si sono cumulati in un provvedimento definitivo di carcerazione. Dopo le formalità di rito nella questura del capoluogo emiliano, l’arrestato è stato condotto presso la locale casa circondariale «Rocco d’Amato».

Nel penitenziario della Dozza il soggetto dovrà espiare una pena residua precisa: 7 anni, 10 mesi e 11 giorni di reclusione. Oltre alla custodia in carcere, il tribunale ha disposto il pagamento di una multa pecuniaria e ha applicato la sanzione accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.