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DECRETO DELEGA FISCALE ALLE IMPRESE CHE INVESTONO ALL’ ESTERO

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Internazionalizzazione[1]GENOVA. PRIMO MAGGIO. Consolidare il ruolo del Fisco per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. Questo è il principale obiettivo del decreto “Internazionalizzazione Imprese” approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 aprile in attuazione della Delega Fiscale.

Si potranno attuare accordi preventivi con le imprese che si espandono su mercati esteri, detassazione della rinuncia ai crediti dei soci e procedure concorsuali, spese di rappresentanza, consulto per le società che effettuano nuovi investimenti: queste sono alcune delle misure incluse nel provvedimento che punta a semplificare le norme e fornire un quadro chiaro di riferimento.
Prevista la possibilità di consulto per le società che effettuano nuovi investimenti, in relazione ai profili fiscali: l’impresa deve presentare una pianificazione del futuro volume di affari con la descrizione dell’ammontare dell’intervento, tempi e modalità di realizzazione, incremento occupazionale e riflessi sul sistema fiscale italiano. L’Agenzia delle Entrate risponde entro 120 giorni, prorogabili di ulteriori 90, per acquisire ulteriori informazioni.
Per quanto riguarda le rinunce ai crediti, viene modificato l’articolo 88 del TUIR ( testo unico delle imposte sui redditi): la detassazione delle sopravvenienze attive. Significa che se un credito viene acquistato a un valore inferiore a quello nominale, la differenza viene tassata.
Infine, il Decreto Internazionalizzazione Imprese alza le soglie di deducibilità delle spese di rappresentanza previste dal DM 19 novembre 2008: 1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro (dall’attuale 1,3%), 0,6% (dallo 0,5%) fra 10 e 50 milioni di euro, 0,4% (dallo 0,1%) sopra i 50 milioni, in entrambi gli ultimi due casi per la parte eccedente. ABov.

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